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Marijuana all’estero, un paio di cose da sapere.

Ho scritto questo breve articolo in relazione a due dati che continuo ad osservare da anni e dei quali raramente si discute in maniera approfondita. Il primo, la correlazione tra l’utilizzo di quelle cosiddette “droghe leggere” in primis la Marijuana e l’insorgenza di attacchi di panico. Il secondo, la confusione riguardo le modalità di assunzione, la qualità e le quantità della sostanza assunta. Al di là degli aspetti legali che variano da paese a paese, considerati gli effetti collaterali che si verificano in concomitanza al consumo di queste sostanze apparentemente innocue, e’ ovvio quanto l’assunzione avvenga al di fuori della consapevolezza di quel che si sta realmente facendo. Lavorare a livello internazionale mi da un punto di vista piu’ ampio sulla situazione, un quadro dove le dinamiche, anche se su scala maggiore, restano le stesse. Per questo qualche avvertimento da seguire onde evitare di compromettere il proprio equilibrio psicofisico.

La verde Marijuana, dalla trasgressione all’uso terapeutico.

Ci sono stati tempi in cui solo il parlarne era motivo di controversia. La marijuana è stata per molti anni simbolo di trasgressione e ribellione, tanto demonizzata dai conservatori, quanto idealizzata e mistificata dalle masse. La letteratura, la musica, il cinema l’hanno portata in trionfo, mentre il diritto mondiale, ad eccezione di alcune paesi ha punito più o meno duramente la produzione ed il consumo. La marijuana sta conoscendo oggi una seconda giovinezza grazie al progressivo interesse delle case farmaceutiche che ne stanno spianando la strada nel trattamento di alcune patologie anche molto gravi. Benché la sua gloria sia stato in passato legata all’utilizzo ricreativo, la marijuana viene riabilitata in virtù delle incredibili capacità curative. Come psicologo che lavora all’estero mi confronto con persone che a seconda della propria esigenza fanno uso di questa sostanza sia a scopo ricreativo che terapeutico. Dal punto di vista geografico vi sono paesi molto permissivi riguardo all’utilizzo, paradossalmente altri, dove la diffusione della pianta e la reperibilità dei suoi derivati è elevata, ne sanzionano anche in maniera molto pesante la vendita ed il consumo. La comunita’ scientifica raccoglie da anni informazioni sull’utilizzo e gli effetti dei cannabinoidi ed in breve tempo avremo in mano una letteratura tale da poter decretare quello che sono gli effetti reali.

Cosa tenere in considerazione


L’utilizzo della marijuana in campo terapeutico si sta dimostrando vantaggioso nel trattamento di alcune patologie e questo e’ sicuramente un bene. Al tempo stesso chi si e’ rivolto a me lo ha fatto per chiedere rassicurazioni sugli effetti indesiderati provati, su tutti l’attacco di panico. La marijuana contiene tetraidrocannabinolo, THC, un principio attivo responsabile degli effetti prodotti sull’organismo. Chi si avvicina ad i cannabinoidi dovrebbe essere cosciente del fatto che non si tratta di “erba e basta”, ma di una sostanza che dovrebbe essere assunta tenendo conto di fattori come qualità, quantità, provenienza, modalità di assunzione. Avvicinarsi alla sostanza in maniera sbagliata può portare a degli effetti collaterali indesiderati. Chi si occupa di ansia disturbi correlati sa benissimo quando utilizzo delle cosiddette droghe leggere abbia scatenato in alcuni soggetti un disturbo di panico o perdita del controllo. E benché la cosa generi ancora incredulità e stupore (“ma come…solo per una canna?”), come addetto ai lavori osservo puntualmente quanto le droghe, anche quelle definite leggere, possano aprire le porte della percezione, una percezione catastrofica della realta’. Inutile dire quanto invalidanti e fastidiosi possono essere i disturbi d’ansia, ragion per cui ancora una volta e’ l’informazione a fare la differenza. Sapere a cosa si va incontro riduce dei rischi inutili, protegge i soggetti a rischio, quelli di per se ansiosi che dovrebbero assolutamente scegliere un altro tipo di intrattenimento.

C’era una volta in Olanda, quando si andava all’estero per fumare marijuana


Ogni sistema ha le sue falle. Benché la sostanza incriminata e’ sempre stata molto reperibile praticamente ovunque, paesi come l’Olanda hanno rappresentato la Mecca Europea per i consumatori di droghe leggere e non solo. Una cultura diversa e particolari relazioni commerciali con i paesi producenti hanno hanno creato il terreno necessario alla vendita e consumo di droghe. Il dibattito etico su quelli che siano i limiti è sempre aperto nel paese delle dighe e dei tulipani, mentre il range delle “libertà” riguardo droga, prostituzione, eutanasia suscita approvazione ed inquietudine allo stesso tempo. L’Olanda e’ uno di quei paesi dove sia l’uso ricreativo che quello terapeutico sono consentiti. I consumatori di marijuana e hashish hanno a disposizione i Coffee Shop, luoghi adibiti alla vendita e al consumo, dove l’utente può assaporare l’offerta della casa nell’assoluto rispetto della legge. Una curiosa percentuale degli attacchi di panico nascono in viaggio, il mordi e fuggi ad Amsterdam come in altri porti franchi, mieteva silenziosamente vittime. Questo non significa che andare in vacanza in certi luoghi equivalga a ritornare con un disturbo d’ansia, ma che la disponibilità della sostanza aumenta le possibilita di soggetti sensibili di cadere nella rete. E la qualita’ offerta, in un mercato in cui la selezione ha affinato la produzione di tipologie diverse per effetti e potenza, mette spesso in mano al consumatore un prodotto che ha effetti potenti, a volte devastanti.

Pasta, torte e biscotti, quali rischi?

C’è chi vede nel consumo di droghe una trasgressione e la sola idea di farlo e’ di per sé stupefacente. L’idea di fare qualcosa di proibito che va oltre la legge produce un attivazione psicofisiologica potentissima, portando l’organismo ad una reazione di tipo Fight or Flight. Con questo tipo di assetto mentale, anche consumare in un paese dove queste droghe sono considerate legali e vendute alla luce del sole produce lo stesso effetto. Il sistema nervoso se ne infischia della geografia. E a volte quando si cerca di scendere a compromessi si creano situazioni ai limiti del paradosso. E’ il caso di chi riluttante a fumarla pensa di ingerirla, facendoci la pasta, il tè, la torta o i biscotti credendo che l’effetto sara’ minore. Masterchef della sativa elaborano manicaretti verdi ignari del fatto che dosaggio e modalità di assunzione fanno ancora una volta la loro parte. L’assunzione per via orale offre meno controllo rispetto al fumare la sostanza, per questo molti Coffee Shop mettono in guardia dalle abbuffate di Space Cake, perchè se mangi al ritmo di pan di stelle l’overdose e’ assicurata. Informarsi sugli effetti relativi alle modalità di assunzione prima di fare qualsiasi cosa, onde evitare spiacevoli sorprese.


La provenienza


Essere un consumatore responsabile, e questo riguarda qualsiasi tipo di prodotto acquistato, significa interessarsi della provenienza dello stesso, sapere che tipo di trattamento ha subito, con quali sostanze stato elaborato, dove è stato conservato. In altre parole informarsi sul fatto che il prodotto che stiamo utilizzando possa arrecare danno alla nostra persona o a terzi. Molte persone dopo essersi informati sulla natura di alcohol e tabacco hanno smesso completamente di farne uso. Le sigarette non contengono esclusivamente tabacco e nessuna persona dotata di raziocinio assumerebbe mai volontariamente gli additivi presenti in una sigaretta al di fuori di essa. Nei paesi in cui queste sostanze sono considerate illegali il fruitore rivece un prodotto che arriva da i canali incapaci di garantire la qualità. Molto spesso gli effetti raggiunti non sono dovuti alla presenza di THC ma alle sostanze di taglio utilizzate.