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Di quale tipo di supporto hanno bisogno le persone che vanno a vivere in un nuovo paese?
Le persone che emigrano, a prescindere da motivo per cui lo facciano, lavorativo, familiare o semplicemente voglia di scoprire il mondo, si trovano ad affrontare un processo di adattamento che riguarda molteplici aspetti. Se consideriamo il caso delle persone che vengono ricollocate all’estero per motivi di lavoro come gli expats, molti di essi si trovano a rivestire lo stesso ruolo in un setting completamente differente. Per quanto abbiano già esperienza delle stesse mansioni vi è comunque un punto zero dal quale ricominciare. Le aspettative da parte del nuovo ambiente di lavoro ed altre condizioni che influenzano la comunicazione come ad esempio la lingua, la cultura del nuovo paese e tante altre variabili andranno ad influenzare la performance del nuovo arrivato. Chi è abituato a spostarsi frequentemente per lavoro può aver sviluppato una flessibilità tale da ammortizzare il cambiamento. Tuttavia chi si trova alla prima esperienza all’estero spesso non si rende conto della portata del cambiamento rischiando di sentirsi smarrito in questo processo di trasformazione.
Ricollocarsi altrove comporta un’alterazione della propria routine: cose apparentemente semplici come cambiare casa, adattarsi ad un nuovo stile alimentare, imparare a muoversi in una città sconosciuta solo per fare degli esempi, richiedono un dispendio di risorse ed energie considerevole.
Anche che vive sempre con la valigia pronta ha bisogno dei suoi tempi, immaginiamo chi si sposta in un nuovo paese con tutta la famiglia al seguito.
Emigrare significa approdare a tutti gli effetti un una nuova dimensione. Dal punto di vista sociale possiamo trovarci in un ambiente dove l’interazione può funzionare in maniera completamente diversa. Basta varcare il confine per trovarsi in un luogo in cui il valore del tempo, i rapporti tra uomo e donna, il comportamento non verbale e tante altre variabili mutano radicalmente per significato ed importanza. Relazionarsi con altre persone, allacciare rapporti, coltivare amicizie, richiederà la conoscenza della cultura del luogo in cui ci si trova, un processo di assimilazione che richiederà molto tempo, spesso mediato ad esempio da attività fondamentali come lo studio della lingua locale o attività che prevedono l’interazione con persone del luogo. Quando il gap tra l’assetto mentale e le richieste dell’ambiente circostante non si riduce può verificarsi quello che viene definito il cultural clash. E’ un fenomeno molto frequente, è sufficiente vivere un un ambiente che ci chiede di fare qualcosa a cui siamo fortemente contrari per sperimentarlo. Coloro che sperimentano questa situazione ovviamente non si trovano in una situazione di comfort e questo può avere delle ripercussioni sulle relazioni lavorative, sociali, sulla sfera personale e familiare. Lo stress aumenta creando a volte un vero e proprio disagio psicologico che varia da persona a persona in base a caratteristiche individuali.
Ricollocarsi in un nuovo contesto per alcuni significa allontanarsi dal proprio luogo di origine e disconnettersi da una rete familiare, amicale e professionale che sono fortemente determinanti per il proprio benessere e la percezione di se. Chi si trasferisce all’estero tende col tempo a costruire una rete di relazioni nel tessuto sociale al quale si sta adattando, per questo deve essere in grado di socializzare e comunicare sia con i locali che con gli altri emigrati presenti nello stesso luogo. Va da se che maggiore è la capacità che una persona ha di interagire, maggiori saranno le possibilità di creare una rete di relazioni stabili e fruttuose. In questo giocano un ruolo importante qualità come l’autostima, l’auto-efficacia, la stabilità emotiva: perseguire degli obiettivi positivi e affrontare la nuova situazione con apertura, può portare a vivere un esperienza sociale gratificante, sia dal punto di vista professionale che personale. E’ ovvio che i momenti di difficoltà non mancheranno, ma è corretto muoversi con una prospettiva a lungo termine, perché nella fase di adattamento più che mai è impensabile di non poter fare degli errori, che alla lunga saranno parte di un apprendimento. Fondamentale è saper essere indulgenti verso se stessi, soprattutto quando ci si scontra con ostacoli che sembrano insormontabili: è impensabile poter pensare di raggiungere subito certi traguardi. Coloro che mostrano flessibilità, apertura, accettazione di una cultura differente dalla propria, che riescono ad attribuire a tradizioni e comportamenti culturalmente estranei ai propri il giusto rispetto, che riescono a capire che non c’è migliore o peggiore ma solo diversità, riescono vincenti nel processo di adattamento. Avere una personalità estroversa, può contribuire ad una integrazione più veloce soprattutto laddove la cultura che ci ospita promuove questo tipo di atteggiamento.
L’integrazione in una nuova cultura richiede dunque un certo tipo di supporto che può essere offerto dalle persone che già si trovano sul posto, colleghi, amici, familiari, professionisti predisposti all’accoglienza. Quando questo supporto non si trova può essere richiesto o sollecitato nelle persone che si trovano intorno a noi: questo è nell’interesse di chi accoglie e di chi arriva. Integrarsi in una nuova cultura richiede assistenza ed informazioni che ci possono aiutare a capire meglio i costumi e la mentalità del paese ospite. Questo tipo di supporto è fondamentale per ampliare le proprie abilità sociali al fine di affrontare nuove situazioni e ad avere più controllo della propria vita nel paese ospite. Pensiamo anche solo al supporto emotivo che le persone più vicine a noi possono darci: vivere all’estero non significa azzerare il nostro bagaglio emotivo, ed avere vicino delle persone che riescono a capire il nostro comportamento, ad accettare la nostra diversità è un vantaggio non indifferente. Chi emigra deve adattarsi ma non per questo annullare se stesso o smettere di essere ciò che è. Allo stesso tempo, la consapevolezza da parte delle persone che ci sono intorno durante questo periodo di transizione delle nostre difficoltà e dei nostri limiti costituirà un fattore a favore. Ricevere supporto emotivo ci permette di continuare ad interagire nel modo che conosciamo esprimendo emozioni e bisogni nel modo in cui si è abituati a farlo.
Saper leggere i feedback che ci vengono restituiti dall’ambiente circostante è un’abilità che riduce di non poco le difficoltà di adattamento. Occorre saper riconoscere i segnali inviati dall’ambiente circostante e muoversi nella direzione che ci porterà a ricevere dei feedback via via più positivi. Ricevere dei rinforzi positivi al nostro comportamento mantiene i nostri livelli di autostima saldi, ci fa capire che l’ambiente circostante è accogliente e può prendersi cura di noi. Al contrario, quando il nostro comportamento non collima con l’ambiente circostante e veniamo sanzionati, si possono sperimentare delle emozioni molto negative, sentimenti di inadeguatezza, inferiorità, solitudine. In altre parole possiamo sentirci di appartenere ad un luogo o meno a seconda di come veniamo accolti da questo e se le persone che ci circondano sono pronte a capire il nostro tentativo di adattamento.
Un valido aiuto è costituito dagli emigrati che sono già presenti sul territorio da molto più tempo di noi, persone che hanno già avuto esperienze simili e che hanno già affrontato un processo di assimilazione di una nuova cultura molto prima di noi. Queste persone possono aiutarci semplicemente ascoltando le nostre richieste di aiuto o dandoci delle informazioni. E’ molto più semplice parlare con una persona che ha affrontato una nostra stessa situazione e che nella maggior parte dei casi è disponibile a parlare del suo processo di adattamento. Scambiando idee ed esperienze con chi ci ha preceduto nel nostro percorso è possibile avere un quadro della situazione più aderente alla realtà e non basato sul sentire del momento. Allo stesso modo al fine di avere le informazioni più importanti, è fondamentale comunicare con le persone del luogo. Chi vuole vivere pienamente in un nuovo paese deve trascorrere del tempo con i locali, siano essi familiari, conoscenti, colleghi di lavoro. Questo permette di acquisire modelli di comportamento utili da adottare nei processi di comunicazione: comportarsi come una persona del posto facilita il nostro processo di integrazione nella nuova cultura aumentando ad esempio il grado di consapevolezza sui comportamenti accettati. Trascorrere del tempo con i nuovi ospiti ci aiuta a capire le differenze culturali, il modo migliore per interagire ed ottenere le cose, capire cosa si può fare e cosa è meglio evitare. Il fine ultimo è ovviamente quello di sentirsi più sicuri nel nuovo ambiente evitando inutili situazioni di conflitto che farebbero perdere soltanto tempo ed energie. E’ importante avere delle figure di riferimento, persone cardine che possano darci consigli e farci da guida, nell’ambiente familiare, nella cerchia di conoscenti e amici, nell’ambiente professionale, nel luogo in cui pratichiamo sport e via dicendo. La capacità di muoversi con disinvoltura aumenta con l’introiezione delle regole culturali che appartengono al paese ospite ed è nostra responsabilità muoverci nella direzione giusta cercando e chiedendo di volta in volta il supporto necessario.